Coesistere - amartevents

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COESISTERE
 
Marco Pignagnoli - Andrea Giovannini
  
Coesistere, la mostra curata dal giornalista Andrea Malaman mette in rilievo, ancora una volta, la vocazione culturale della città di Montagnana. Larticolazione del percorso espositivo sottolinea
inoltre il dialogo tra il sistema educativo locale, la città e il territorio. Progettare, come in questo caso, un evento culturale all’interno di una scuola, con la scuola e per la scuola( ma sempre con lo sguardo rivolto alla sinergia con lesterno) contribuisce a definire una nuova identità dell’istituzione scolastica. La scuola, sembra suggerire un’iniziativa come questa, può diventare laboratorio culturale e formativo attivo, dinamico, in grado di proporre e sostenere formule didattiche originali.
 
Coesistere è anche un dialogo tra luoghi, spazi, ambienti diversi: nel percorso che costituisce la mostra il curatore ha coinvolto siti differenti all’interno del vasto complesso che costituisce l’Educandato San Benedetto di Montagnana. In primis, si è pensato di ridefinire un luogo vivo, vissuto quotidianamente dagli alunni e dal personale scolastico: il lungo corridoio interno al piano terra dell’Educandato. Molte opere pittoriche proprio qui, nel corridoio , magari durante un momento di pausa, o assieme alla propria classe, sono state osservate e commentate dagli alunni della scuola primaria o dagli studenti delle scuole superiori. La seconda parte
del percorso espositivo vede protagonista un luogo depositario di memorie e bellezza, giustamente caro alla tradizione locale: la Chiesa di San Benedetto. Allinterno di questi spazi, elaborati nelle forme attuali nel corso del XVIII secolo, dialogano opere di due artisti emiliani. Due pittori che hanno elaborato linguaggi espressivi diversissimi, apparentemente agli antipodi. Marco Pignagnoli e Andrea Giovannini hanno g esposto uno accanto all’altro, in un incontro-confronto. Lesperimento è stato proposto l’autunno

scorso in una mostra a Campagnola Emilia intitolata, per l’appunto,
Coesistere e continua, con successo, in questa sede.
 
Ricordiamo che ogni mostra, ogni esposizione artistica, grande o piccola che sia, offre sempre allo spettatore un’occasione di confronto. L’arte visiva, caratterizzata dall’immediatezza comunicativa propria delle immagini, è educazione allalterità, alla diversità. E’ palestra educativa, per ciascuno di noi. Stimola l’immaginazione, aiuta ad acquisire consapevolezza sul piano emotivo, favorisce il pensiero divergente, l’indagine creativa.
 
Le opere di Marco Pignagnoli sono frutto di uno sguardo rivolto espressamente alla dimensione interiore. Si avvalgono, sul piano dei riferimenti espressivi e culturali , della lezione di grandi artisti del secondo Novecento. Colori, innanzitutto, e forme danno vita, nella pittura di Pignagnoli ad  immagini di notevole forza espressiva, dove l’uso del pigmento, applicato, diluito, sgocciolato sulla superficie della tela, evoca la gestualità dellAction Painting tipica della produzione di J.Pollock. Suggestioni tratte dall’opera di
M. Rothko (il colore applicato mediante fasce orizzontali) e
C. Twombly (il pigmento che scorre liberamente sulla tela, sgocciolando verso il basso, l’associazione colore, tratto, parola ) compaiono in altri lavori. Il colore , usato con grande libertà all’interno del campo visivo, è steso mediante macchie, gocce, filamenti, punti. Definisce e mette in scena tensioni, gioie, elementi tratti dal vissuto emotivo dellartista. Prevale una pittura astratta, certo, che si affida alla seduzione della materia. Di tanto in tanto emergono comunque lacerti, ombre, personaggi che evocano contesti figurativi. I titoli delle opere assurgono, molto spesso, ad una esplicita valenza simbolica e favoriscono nellosservatore la riflessione e la libera associazione: tra idee , colori, forme, parole ed emozioni.
 
Il lavoro di Andrea Giovannini ci proietta, viceversa, all’esterno. Contesti urbani e naturali, paesaggi esplorati dall’alto e dal basso,

mediante prospettive consuete e, talvolta, inusuali. Paesaggi immersi nella luce o nell’ombra, profili montuosi avvolti dalle nuvole o alberi che emergono dalla foschia di un giorno dautunno. Qui l’artista, attraverso un ipotetico terzo occhio, non guarda dentro di sé, ma esplora parte del mondo, proiettandovi la propria curiosità e la propria sensibilità estetica. E’ un occhio sul mondo, quello di Giovannini, che alimenta, giorno dopo giorno, uno stupore infantile” di matrice romantica, l’incanto davanti alle cose del
mondo descritto da Goethe. La ricerca sul paesaggio condotta dal pittore manifesta sempre la freschezza di un incontro. E’ un paesaggio emotivo, quello rappresentato, accarezzato dalla luce e dall’alchimia degli elementi.
 
Strade dipinte scegliendole dal percorso quotidiano, lungo un tragitto consueto; colline velate e città raffigurate dopo averle viste a bordo di un aereo, di un treno, di un’auto , dal finestrino, riflettendo sul senso e la bellezza dell’impaginazione prospettica di volta in
volta proposta . Tema di fondo è, chiaramente, il viaggio, la
trascrizione e linterpretazione del paesaggio visto e immaginato. Dipinti creati partendo dall esperienza percettiva per giungere, mediante lo studio compositivo, laccordo cromatico e la sapienza tecnica allelaborazione pittorica. Paesaggi che, alimentando suggestioni e ricordi, dialogano con il nostro sguardo e il nostro vissuto reinventandolo di volta in volta, davanti a ciascuna tavola
realizzata dall’artista.
  
Giorgio Danali

Montagnana, 22 gennaio 2017
 
 
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