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News da AM ArtEVEnts

 News dal mondo dell’Arte.
 Rubrica a cura di Andrea Malaman




Padova

dal 24 febbraio 2020 al 28 marzo 2020 

1989 – 2019 Mostra fotografica

Ich bin ein Berliner

Dal 24 febbraio al Convitto Statale per sordi “A. Magarotto” di Padova sarà allestita la mostra fotografica Ich bin ein Berliner in occasione dei 30 anni dalla caduta del muro di Berlino. Il titolo riprende la celebre affermazione di John Fitzgerald Kennedy (Io sono un Berlinese) del 26 giugno 1963 pronunciata a Berlino Ovest in solidarietà dei cittadini della capitale tedesca in occasione della costruzione del muro da parte della Repubblica Democratica Tedesca per evitare la fuga in occidente dei suoi cittadini in cerca di libertà dalla dittatura comunista. A 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino, il Convitto “A. Magarotto”, ha voluto così celebrare quell’evento riproducendo in formato 40x60 i lavori fotografici di Elisa Santoro (Milano, 1982) e Salvatore Uccello (Milano, 1974), autori delle 28 immagini che costituiscono l’itinerario storico-fotografico della mostra. Curata da Andrea Malaman per AM ArtEVEntS, e per la parte didattica dai docenti di Storia dell’Arte degli Istituti Superiori della Scuola, Giorgio Danali e Massimo Narduolo, i lavori fotografici raccontano l’evoluzione di alcuni dei paesi europei oltre la ex cortina di ferro dalla caduta del Muro di Berlino e dal successivo crollo dell’Unione Sovietica, evento che ha rivoluzionato gli equilibri geopolitici dell’intero mondo.


                                                                                                                  A.M.



De Nittis e la rivoluzione dello sguardo
Ferrara, Palazzo dei Diamanti fino al 13 aprile 2020


Palazzo dei Diamanti dedica fino al prossimo 13 aprile 2020, una mostra a Giuseppe De Nittis (1846-1884), figura di spicco, insieme a Boldini, della scena parigina di fine Ottocento.
Si tratta di una mostra che rilegge la parabola creativa del pittore da una prospettiva che evidenzia la carica innovativa della sua arte e il suo modo, per certi versi inedito, di guardare la realtà e tradurla con immediatezza sulla tela per mezzo di inquadrature audaci, tagli improvvisi, prospettive sorprendenti, affiancate a una sapiente resa della luce e delle atmosfere. Che si tratti di paesaggi assolati del sud Italia, di ritratti o delle affollate piazze di Londra e Parigi, De Nittis ha lasciato una serie di istantanee che rappresentano il mondo nel suo apparire fugace e transitorio, partecipando attivamente a quel “nuovo sguardo” che apre la strada alla modernità. Pur senza dimenticare le esigenze del mercato e facendosi interprete del gusto delle esposizioni ufficiali, attraverso un linguaggio teso alla sperimentazione e una sensibilità ottica affine a quella degli amici Manet, Degas e soprattutto Caillebotte, De Nittis ha abbracciato quella “rivoluzione dello sguardo” che segna l’avvento della modernità in arte, a cui nella Parigi di fine Ottocento contribuisce il confronto tra la pittura e i codici della fotografia e dell’arte giapponese che egli studiò e collezionò.
Un percorso quello allestito a Ferrara avvincente scandito da quasi 150 opere provenienti da importanti collezioni pubbliche e private d’Italia e d’Europa, volto a mettere in evidenza il contributo dell’artista alla comune creazione del linguaggio visivo della modernità.


Verona, Palazzo della Gran Guardia
IL TEMPO DI GIACOMETTI DA CHAGALL A KANDINSKY. Capolavori dalla Fondazione Maeght fino al 5 aprile 2020


Il Comune di Verona e Linea d’ombra, assieme alla Fondazione Marguerite e Aimé Maeght, con l’apporto fondamentale del Gruppo Baccini in qualità di main sponsor, portano a Verona, nel Palazzo della Gran Guardia, una grande mostra organizzata da Linea d’ombra e curata da Marco Goldin, che così torna in città a cinque anni di distanza dagli ultimi successi scaligeri.
Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky. Capolavori dalla Fondazione Maeght è una superba incursione, con un centinaio di opere tra sculture, dipinti e disegni, nel terreno del più alto Novecento internazionale, avendo Parigi quale centro. Una vera e propria monografica dedicata ad Alberto Giacometti, con oltre settanta opere, unitamente ad altri artisti che gravitavano nella Parigi soprattutto degli anni tra le due guerre ma anche nei due decenni successivi, da Kandinsky a Braque, da Chagall a Miró, con un’ulteriore ventina di dipinti celebri, spesso di grande formato.
Marco Goldin cura l’esposizione, tornando in questo modo al suo amore per il XX secolo e agli studi sul Novecento, da cui è partito fin dagli anni universitari.





Giornalista, promotore e curatore indipendente di eventi e iniziative dedicate all’arte contemporanea. Nel suo percorso di ideatore ha dedicato particolare attenzione per più settori artistici, con particolare attenzione verso la pittura, la fotografia, la scultura. Ha organizzato curandone anche gli aspetti editoriali, grafici e artistici numerose mostre e progetti per istituzioni pubbliche.
 
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